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     Sintesi.
     
In  Francia  il  sistema  politico non si era adeguato  alle  profonde
trasformazioni economiche e sociali avvenute nel corso del  tempo.  Il
potere  era  ancora concentrato nelle mani del sovrano,  fiancheggiato
dall'alto clero e dalla ricca nobilt, ossia da una una ristrettissima
minoranza  che  ancora  godeva  di  privilegi  di  tipo  feudale.   La
maggioranza della popolazione, il terzo stato, faceva le spese  di  un
apparato  amministrativo inefficiente, di un sistema fiscale iniquo  e
dell'oppressione delle classi privilegiate. Al suo interno si era  nel
tempo   formata  una  borghesia  degli  affari  e  delle  professioni,
protagonista  di  un  notevole sviluppo  economico  e  culturale,  che
aspirava  all'esercizio del potere politico in un quadro istituzionale
non  pi fondato sui privilegi di nascita e di stato sociale, e basava
le sue rivendicazioni sulle idee illuministiche, decisamente contrarie
all'assolutismo  monarchico,  che  erano  sostenute  anche  da  alcuni
esponenti pi aperti del clero e della nobilt. (Paragrafo 1).
I  primi  eventi rivoluzionari furono originati dai contrasti  causati
dal  tentativo fatto dal re Luigi sedicesimo di riformare  il  sistema
fiscale  per  sanare le dissestate finanze pubbliche. Il  clero  e  la
nobilt  si  opposero a qualsiasi provvedimento che limitasse  i  loro
privilegi  e chiesero la convocazione degli Stati Generali, un  organo
consultivo composto dai rappresentanti dei tre ordini sociali, non pi
riunito  dal  1614. La riunione degli Stati Generali fu  preceduta  da
un'intensa  mobilitazione  popolare per la redazione  dei  cahiers  de
dolances,  le "raccolte di rimostranze" da presentare al  sovrano,  e
dalla  pubblicazione  di  una grande quantit  di  testi,  opuscoli  e
documenti. Le elezioni dei delegati si tennero nel marzo del 1789;  il
terzo

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stato  ottenne  il raddoppio del numero dei propri rappresentanti,  ma
non  l'attribuzione di un voto a ciascun rappresentante invece che uno
per ordine, come prevedevano le procedure tradizionali. (Paragrafo 2).
La  questione delle procedure di voto provoc contrasti insanabili  in
seno agli Stati Generali. I rappresentanti del terzo stato, non avendo
ottenuto n il voto per testa n riunioni congiunte dei tre ordini, si
autoproclamarono  Assemblea  nazionale, considerandosi  legittimati  a
rappresentare l'intera nazione. Il re cerc di opporsi, ma  alla  fine
fu  costretto ad ordinare ai rappresentanti degli altri due ordini  di
unirsi  all'Assemblea  nazionale,  che  assunse  la  denominazione  di
Assemblea nazionale costituente. La formazione di un governo  composto
da  tradizionalisti e la concentrazione a Parigi di truppe fedeli alla
monarchia,  intervenendo in una situazione gi tesa  per  il  dilagare
della  crisi economica, provocarono una sommossa del popolo  parigino,
che  culmin  il  14  luglio 1789 con l'assalto  alla  Bastiglia,  una
fortezza  adibita  a  carcere  per i prigionieri  politici.  Segu  lo
smantellamento  del  vecchio  apparato  politico-istituzionale  e   la
creazione  di  nuovi organismi municipali, diretti da esponenti  della
borghesia. (Paragrafo 3).
Da  Parigi  la  rivoluzione  dilag  nelle  campagne,  dove  le  masse
contadine,  esasperate dall'oppressione dei signori e dalla  carestia,
assalirono   castelli  e  occuparono  terre.  Nell'agosto   del   1789
l'Assemblea nazionale decise l'abolizione del regime feudale e approv
la  Dichiarazione  dei  diritti dell'uomo e del cittadino,  che  sanc
l'abbattimento dell'ancien rgime. L'opposizione del sovrano fu ancora
una  volta battuta dalla reazione popolare, che lo costrinse a firmare
la  Dichiarazione dei diritti e a trasferirisi con tutta la  corte  da
Versailles  a  Parigi.  Per sanare le dissestate  casse  dello  stato,
l'Assemblea   nazionale   decret  l'incameramento   delle   propriet
ecclesiastiche. Tutti questi eventi furono accompagnati  da  un  vasto
dibattito  politico, che coinvolse una popolazione  ormai  formata  da
cittadini  e  non pi da sudditi. Fondamentale fu l'opera  svolta  dai
club:  quello dei giacobini, di orientamento inizialmente  monarchico-
moderato;  quello  dei  cordiglieri, pi radicale.  Contemporaneamente
venne realizzata una nuova organizzazione politico-amministrativa, che
dava  ampio  spazio alle autonomie locali; alcune riforme  resero  pi
ordinati  ed equi il sistema giudiziario e quello fiscale.  (Paragrafo
4).
Gli  anni  immediatamente  successivi allo scoppio  della  rivoluzione
furono  caratterizzati  da contrasti sociali e politici.  L'inflazione
colpiva le masse lavoratrici ed avvantaggiava gli speculatori; i  beni
ecclesiastici espropriati, messi in vendita in appezzamenti di  grandi
dimensioni, erano acquistati da esponenti della borghesia urbana e  da
contadini  agiati,  che  andarono  a  formare  una  nuova  classe   di
proprietari  terrieri fedeli alla rivoluzione,  mentre  fra  le  masse
rurali     si     diffondevano    atteggiamenti     antiborghesi     e
controrivoluzionari. Il varo della costituzione civile del clero,  con
la  quale  la Chiesa veniva sottomessa allo stato, suscit le reazioni
negative  di gran parte degli ecclesiastici e delle masse  rurali.  Il
tentativo  di  fuga  del  re,  oltre ad evidenziare  l'ostilit  della
monarchia  nei confronti della rivoluzione, provoc contrasti  tra  la
maggioranza  moderata  dell'Assemblea  costituente,  che  mirava  alla
realizzazione   di   una   monarchia  costituzionale,   e   le   forze
rivoluzionarie   pi   avanzate  di  orientamento   repubblicano.   Le
iniziative  di  queste  ultime  vennero  duramente  represse  e,   nel
settembre del 1791, l'Assemblea approv una costituzione con la  quale
la  Francia  diventava  ufficialmente una monarchia  costituzionale  e
parlamentare;  a  tutti  i  cittadini era  garantito  l'esercizio  dei
diritti naturali e civili, ma il potere politico, grazie ad un sistema
elettorale   censitario,  era  nelle  mani  della   ricca   borghesia.
(Paragrafo 5).
Il  varo  della  costituzione del 1791 fu seguito da gravi  contrasti.
L'aspirazione  delle forze rivoluzionarie moderate a dar concretamente
vita ad una monarchia costituzionale era ostacolata dall'atteggiamento
del  sovrano,  che  non si rassegnava alla perdita  di  potere.  Nelle
campagne  e  nelle citt, soprattutto a Parigi, il popolo,  esasperato
dal  perdurare della crisi economica, chiedeva una maggiore  giustizia
economico-sociale.    I   giacobini  si   mantenevano   su   posizioni
antimonarchiche e allo stesso tempo erano ostili alle istanze avanzate
dalle  forze  popolari democratiche. Contemporaneamente  le  monarchie
europee  stavano diventando sempre pi minacciose. In tale  situazione
si  ritenne  che  la guerra avrebbe potuto risolvere  sia  i  problemi
esterni  che  quelli  interni:  il  20  aprile  del  1792  l'Assemblea
legislativa, a stragrande maggioranza, dichiar guerra all'Austria. Le
pesanti  sconfitte  subite  dalle impreparate  e  mal  guidate  truppe
francesi  resero  ancora  pi grave la situazione  interna:  le  forze
democratiche  ne  attribuirono la responsabilit al  sabotaggio  degli
aristocratici  e  alle trame del sovrano, che in realt  vedeva  nella
guerra   un'occasione   per  liquidare  la  rivoluzione.   Di   fronte
all'esitazione dell'Assemblea legislativa l'iniziativa

p 140 .

fu  assunta dalle forze democratiche e popolari parigine, che  con  un
assalto alle Tuileries il 10 agosto 1792 determinarono l'arresto e  la
sospensione di Luigi sedicesimo dalle sue funzioni. (Paragrafo 6).
La  Convenzione, eletta nel settembre del 1792, decret la fine  della
monarchia e la nascita della repubblica. Contemporaneamente le  truppe
francesi  riportarono  alcune importanti vittorie  su  quelle  austro-
prussiane;   la   situazione  interna  per   continuava   ad   essere
caratterizzata   da  un'elevata  tensione  sociale   in   seguito   al
peggioramento delle condizioni di vita. Causa di attrito era anche  la
questione  riguardante  la sorte del sovrano;  decisivo  fu  a  questo
proposito il ritrovamento di documenti comprovanti i suoi contatti con
le potenze nemiche: il 17 gennaio del 1793 venne condannato a morte  e
quattro giorni dopo giustiziato tramite ghigliottina. (Paragrafo 7).
Allarmate  dall'esecuzione  di  Luigi  sedicesimo  e  dalle  manifeste
intenzioni espansionistiche della Francia rivoluzionaria, le monarchie
europee  si  coalizzarono  e  con i loro eserciti  inflissero  pesanti
sconfitte  alle  truppe  francesi. L'incubo  dell'invasione  straniera
aggrav  i contrasti interni in Francia; in alcune regioni scoppiarono
vere  e  proprie insurrezioni controrivoluzionarie; a Parigi il popolo
chiedeva misure contro la speculazione e il rialzo dei prezzi e azioni
repressive  in difesa della rivoluzione. All'interno della Convenzione
prevalsero allora i giacobini, che istituirono un organo straordinario
di governo denominato Comitato di salute pubblica ed adottarono misure
eccezionali per frenare l'aumento del costo della vita e reprimere  le
manovre  controrivoluzionarie.  Di fronte  al  dilagare  della  guerra
civile  e  al ripetersi delle sconfitte militari, venne quindi  decisa
una leva straordinaria di massa, fu riorganizzato l'esercito e infine,
nell'ottobre   del   1793,  venne  decretata  la   sospensione   della
costituzione  che  era stata approvata nel mese  di  giugno  e  furono
ampliati i poteri del Comitato di salute pubblica. (Paragrafo 8).
Il  Comitato di salute pubblica concentr tutti i poteri nelle proprie
mani, attu una durissima repressione nei confronti degli oppositori e
potenzi  l'esercito. L'adozione di provvedimenti in campo  economico,
quale il calmiere generale dei prezzi e dei salari, e culturale,  come
l'opera  di  scristianizzazione promossa dalle forze  pi  radicali  e
l'introduzione  di  un  nuovo calendario,  accentuarono  il  carattere
totalitario del regime imposto dai giacobini. (Paragrafo 9).
Nel  corso  della primavera del 1794 Robespierre elimin gli esponenti
pi  radicali  e  quelli moderati del Comitato di salute  pubblica  ed
assunse poteri dittatoriali. Con la successiva introduzione della pena
di  morte per ogni minima manifestazione di dissenso si liber  di  un
gran  numero di oppositori: 1376 persone vennero ghigliottinate in  un
mese  e mezzo. Fondata su un simile clima di terrore, la dittatura  di
Robespierre cominci a perdere consensi, specialmente quando le truppe
francesi  riportarono importanti successi, che non giustificavano  pi
l'adozione di misure eccezionali. Il controllo torn allora nelle mani
dei moderati che nel luglio del 1794 fecero arrestare e ghigliottinare
Robespierre e i suoi seguaci. (Paragrafo 10).
La  borghesia  moderata, tornata di nuovo al potere, non oper  troppo
drastiche  trasformazioni istituzionali, allo  scopo  di  favorire  la
pacificazione interna. La reazione violenta contro i protagonisti  del
passato regime, per, scoppi ugualmente, promossa da esponenti  delle
classi  pi  elevate e da sostenitori della monarchia, che  in  alcune
regioni operarono veri e propri massacri, simili a quelli commessi dai
giacobini.  La liberalizzazione delle attivit economiche  scaten  la
protesta   delle   masse   popolari,   vittime   della   speculazione,
dell'inflazione  e dei cattivi raccolti. Nell'agosto  del  1795  venne
approvata una nuova costituzione che attribuiva il potere esecutivo ad
un Direttorio composto da cinque membri designati dal parlamento, che,
in  base ad un sistema elettorale nuovamente censitario, sarebbe stato
in gran parte formato da esponenti della ricca borghesia. Nell'ottobre
successivo  un  tentativo di insurrezione monarchica  a  Parigi  venne
soffocato  dall'esercito  repubblicano, guidato,  fra  gli  altri,  da
Napoleone Bonaparte. (Paragrafo 11).
La  Rivoluzione francese aveva suscitato un vasto dibattito  presso  i
ceti  illuminati delle monarchie europee; ogni forma di  protesta  era
stata  comunque  soffocata  nei singoli paesi  dai  sovrani  assoluti,
ancora  saldamente al potere. La situazione cominci  a  cambiare  con
l'intervento  delle  truppe  francesi; nella  primavera  del  1796  il
Direttorio  decise infatti di intensificare gli impegni  bellici,  per
espandere  il  territorio  della Francia fino  alla  linea  del  Reno,
ritenuto  il  confine  naturale, per formare repubbliche  "sorelle"  e
favorire   la   pacificazione  interna  e  la  ripresa   dell'economia
attraverso  lo sfruttamento dei territori occupati. L'azione  militare
fu  concentrata contro l'Austria, che venne attaccata su  due  fronti,
quello  tedesco  e  quello italiano; il comando  dell'armata  d'Italia
venne affidato a Napoleone Bonaparte. Questi riusc

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ad  avere  rapidamente  la  meglio sugli  avversari  e  costrinse  gli
austriaci alla pace. Con il trattato di Campoformio dell'ottobre  1797
la  Francia ottenne il Belgio e la Renania gi occupati, in Italia  si
form  la filofrancese repubblica cisalpina e l'Austria, come compenso
dei  territori  ceduti,  ebbe  il  Veneto,  l'Istria  e  la  Dalmazia,
appartenenti  alla repubblica di Venezia, che cos cess di  esistere.
Tra  il  1797  e  il 1799 in Italia si formarono anche  la  repubblica
ligure e quelle romana e partenopea. (Paragrafo 12).
In  Francia  nel  frattempo l'approvazione  della  costituzione  e  le
successive elezioni non avevano portato stabilit: i monarchici  erano
in  crescita, il Direttorio era indebolito dai contrasti  interni,  la
crisi  economica  rendeva particolarmente dure le condizioni  di  vita
della   popolazione,  favorendo  la  ripresa  delle   agitazioni   dei
giacobini.  Tra questi ultimi si stavano diffondendo idee e  programmi
che  miravano  non pi solo all'eguaglianza giuridica  e  politica  ma
anche  a  quella  economico-sociale; una congiura con tali  obiettivi,
organizzata   da   Franois-Nol  Babeuf   e   dall'italiano   Filippo
Buonarroti, venne scoperta e soffocata nel maggio del 1796.  Nel  1797
il  successo  elettorale  dei monarchici  spinse  i  repubblicani  del
Direttorio  ad  attuare, con il sostegno dell'esercito,  un  colpo  di
stato che li confermasse al potere. (Paragrafo 13).
Per  costringere  alla  pace l'Inghilterra,  il  Direttorio  cerc  di
colpirla  nei  suoi  interessi economici; a tale scopo  organizz  una
spedizione militare contro l'Egitto, da dove avrebbe potuto ostacolare
il  commercio britannico con l'Oriente. Il comando della spedizione fu
affidato a Napoleone, che, ottenuta una prima vittoria nel luglio  del
1798,  fu messo in grave difficolt dalla distruzione della flotta  ad
opera   dell'ammiraglio  inglese  Horatio  Nelson.  Mentre  le  truppe
napoleoniche  erano  bloccate in Egitto, gli stati  europei  ripresero
l'offensiva  contro  la  Francia.  In  Italia  crollarono   tutte   le
repubbliche  che  si  erano formate nella fase precedente,  contro  le
quali  combatterono anche armate popolari controrivoluzionarie, spesso
guidate  da ecclesiastici che facevano leva sulla tradizionale fedelt
delle  masse  alla religione cattolica e alle istituzioni monarchiche.
In  Francia nel frattempo il rafforzamento dell'opposizione monarchica
e giacobina convinse la borghesia moderata della necessit di affidare
il  paese ad una guida forte e decisa. A tale scopo, il 9 novembre del
1799,  il parlamento venne sciolto con la minaccia delle armi e furono
attribuiti pieni poteri a tre consoli, tra i quali Napoleone,  che  il
mese successivo presentarono una nuova costituzione e dichiararono  la
fine della rivoluzione. (Paragrafo 14).
